Da pigmento a simbolo di seduzione, ribellione e identità: la storia del cosmetico più iconico di sempre.

Da pigmento a simbolo di seduzione, ribellione e identità: la storia del cosmetico più iconico di sempre.

Prima del rossetto, il colore

Prima di diventare lo stick che ormai quasi tutte teniamo in borsa, il rossetto è stato polvere, pasta, pigmento e rituale. 

Ha attraversato secoli di divieti, trasformazioni culturali e rivoluzioni estetiche. Perché il rossetto non ha mai colorato soltanto le labbra: ha raccontato anche il modo in cui le donne venivano guardate, giudicate e rappresentate.

La storia comincia migliaia di anni fa. Nell’antica Mesopotamia si utilizzavano pigmenti per colorare le labbra; in Egitto, il trucco aveva anche significati sociali e rituali.

Cleopatra è ancora oggi associata alle labbra rosse, ma il desiderio di modificarne il colore è molto più antico di qualsiasi icona di bellezza.

Quando il trucco era una provocazione

Non sempre truccarsi era considerato elegante o socialmente accettabile.

Nell’Europa del XIX secolo, soprattutto negli ambienti borghesi, un trucco troppo evidente poteva essere associato alla teatralità o a una femminilità giudicata poco rispettabile. Alcune donne ricorrevano a piccoli stratagemmi per ottenere labbra rosate senza utilizzare apertamente il rossetto: strofinarle o pizzicarle per accentuarne il colore naturale.

Il paradosso? Lo stesso risultato estetico poteva essere ammirato quando sembrava naturale e criticato quando rivelava il lavoro del make-up.

La rivoluzione che entrò in borsa

Nel 1915 si affermò negli Stati Uniti il tubetto metallico retraibile, una soluzione che rese il rossetto molto più pratico da trasportare e applicare.

Può sembrare un dettaglio tecnico, ma cambiò il rapporto con il prodotto: non più soltanto una preparazione cosmetica da utilizzare in privato, ma un oggetto personale da portare con sé e riapplicare durante la giornata.

Greta Garbo, "La Divina" Credit: Arnold Genthe, Portrait photograph of Greta Garbo, 1925. Library of Congress, Arnold Genthe Collection. CC0 1.0.

Negli anni Venti, le labbra sottili e disegnate a cuore divennero uno dei tratti distintivi della bellezza dell’epoca. La forma della bocca si trasformò in un vero codice estetico, capace di identificare immediatamente una tendenza.

Il rossetto durante la guerra: molto più di un cosmetico

Credit: Library of Congress, Prints & Photographs Division, Farm Security Administration/Office of War Information Color Photographs, Woman putting on her lipstick in a park with Union Station behind her, Washington, D.C., ca. 1943.

Durante la Seconda guerra mondiale, negli Stati Uniti, il make-up assunse un significato particolare. Le campagne pubblicitarie e alcuni manifesti istituzionali mostravano donne impegnate nel lavoro e nello sforzo bellico con labbra rosse e trucco definito.

In un periodo segnato da rinunce e razionamenti, la bellezza diventò anche un modo per preservare la normalità e l’identità personale. Il rossetto, da semplice accessorio, si trasformò in un segno di continuità nella vita quotidiana. 

Da Hollywood alla cultura pop

Credit: Portrait of young Marilyn Monroe, photographer unknown. Wikimedia Commons. CC0 1.0.

Con l'avvento del cinema, il rossetto conquistò un nuovo palcoscenico.

Esso contribuì a definire personaggi, epoche e ideali di bellezza. Una diva, una femme fatale, una donna sofisticata: bastava cambiare colore, intensità o forma delle labbra per evocare un’identità diversa.

Ancora oggi, il rosso classico richiama il glamour senza tempo, mentre un nude, un berry o una tonalità insolita possono raccontare sensibilità estetiche completamente diverse. 

E oggi?

Le formule contemporanee hanno ampliato le possibilità: texture confortevoli, finish luminosi o opachi, ingredienti emollienti e una crescente attenzione al benessere delle labbra. 

È qui che si inserisce una delle evoluzioni più interessanti del beauty contemporaneo: la skinification del make-up, ovvero l’incontro tra performance estetica e attenzione alla cura della pelle.

E forse è proprio questa la ragione per cui il rossetto continua ad accompagnarci da millenni. Può completare un look o diventare il dettaglio intorno al quale costruiamo tutto il resto.

Perché il rossetto non ha mai parlato soltanto di bellezza. Ha raccontato epoche, costume, desiderio e identità.

E ancora oggi, prima di chiederci «Che colore scelgo?», potremmo domandarci:

«Cosa voglio raccontare di me, oggi?»

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